Caso Orešković: Croazia un ottobre di azioni terroristiche neo-ustascia

Gli aggressori – sono state accertate le generalità – erano tre uomini, guidati dal colonnello della riserva delle milizie croate Tihomir Orešković (41 anni), il più malfamato “eroe della guerra patriottica” contro i serbi in Croazia.

Tuđman a mano armata

Aggrediti Stipe Šuvar e Đorđe Prstojević. Oppositori minacciati

– TOMMASO DI FRANCESCO –

L’articolo che segue e’ tratto da “Il Manifesto” del 25 Ottobre 1998

Milan Levar dopo la sua testimonianza all’Aia

I l viaggio d’affari del papa – io ti beatifico Stepinac che benediceva i massacratori nazifascisti, e tu mi dai in cambio i beni nazionalizzati da Tito, come prontamente è avvenuto – ha lasciato un prevedibile clima di euforia nazionalistica, purtroppo tragicamente riscontrabile in questi ultimi giorni. Il 15 ottobre il vice-presidente dell’Hdz Franjo Gregurić, l’ultima vittima dei servizi segreti, rassegnando le dimissioni (la stessa sorte di Hebrang, Šarinic e Valentić), aveva detto: “Sono convinto che verrà il tempo della democrazia…”. Quello stesso giorno il dalmata Stipe Suvar, già presidente della presidenza della Jugoslavia nel 1990-92, presidente dell’ex Lega dei comunisti, e da un anno fondatore e leader del Partito socialista-operaio della Croazia è stato brutalmente aggredito a Zagabria, in un ristorante, insieme alla moglie e a due coppie di amici, pestato a sangue e ridotto in condizioni pietose da tre terroristi neo-ustascia, irritati dal fatto che il notissimo personaggio aveva tenuto i nervi saldi per tutto il tempo in cui, consumando la cena, loro intonavano inni nazifascisti e ustascia dello “Stato Indipendente croato”. Šuvar è stato ricoverato in ospedale, i medici hanno riscontrato la rottura della membrana timpanica all’orecchio sinistro. Gli aggressori – sono state accertate le generalità – erano tre uomini, guidati dal colonnello della riserva delle milizie croate Tihomir Orešković (41 anni), il più malfamato “eroe della guerra patriottica” contro i serbi in Croazia. Tornato dagli Stati Uniti in patria nel 1990 dopo dieci anni di oscura attività alla testa dei neoustascia d’oltreoceano, ha fatto parte delle milizie ustascia aggregate alle forze regolari croate all’inizio della guerra fratricida nella nativa regione della Lika. Qui, nel 1991, instaurò un regime di terrore di cui furono vittime civili inermi, serbi uccisi a decine nell’autunno ’91 a Gospić e Karlobag, come hanno testimoniato gli ex suoi commilitoni pentiti Milan Levar, Zdenko Bando e Zdenko Ropac poi fuggiti dalla Croazia per non essere liquidati come “traditori”

Stipe Šuvar, presidente del Partito dei lavoratori socialisti e uno dei principali protagonisti dell’ex Jugoslavia negli anni ’80, è stato attaccato e picchiato nel famoso ristorante Purger di Zagabria. E ‘stato attaccato da neo-ustascia gruppi Tihomir Orešković

La notizia dell’aggressione a Šuvar – tenuta segreta da Tuđman – si è diffusa il 18 ottobre, a conclusione di un raduno di “veterani della guerra patriottica”, cominciato il 14 a Vukovar – la città martire della guerra, con una popolazione prevalentemente serba ma nella quale stanno affluendo sempre più numerosi i croati: si è appreso che al “raduno” è stata abbattuto un grande crocifisso ortodosso, sono state distrutte una lapide con i nomi dei caduti serbi e una lapide in memoria del più grande scrittore serbo d’ogni tempo, Vuk Karadžic, è stato picchiato a sangue un cittadino serbo, è stato demolito il ristorante di un serbo e assalito uno scuola-bus che portava alunni serbi…

Il 20 ottobre a Zagabria, con una sfarzosa cerimonia di nostalgici nazifascisti e personalità del regime, è stato presentato “Lo Stato Indipendente Croato (ustascia) alla luce dei documenti”, un libro dell’ex gerarca Marko Sinović, rientrato dall'”esilio” in Argentina: festa grande e minacce ai “comunisti”. Lo stesso giorno, il massimo quotidiano del regime, il “Vjesnik” di Zagabria, ha pubblicato un articolo di accuse contro lo scrittore e giornalista italiano Giacomo Scotti, indicandolo come un filoserbo (“si vanta di aver aiutato, con la sua organizzazione umanitaria, ben 2500 famiglie serbe vittime della guerra”!), “nemico della Croazia da circa trent’anni”, e, ancor più falsamente, come “militante, oggi, del partito di Šuvar”. Il “caso Scotti” è legato alla feroce campagna contro la minoranza italiana in Croazia, culminata con i fatti di Pisino del 20 ottobre: la rimozione voluta dal governo croato della targa in lingua italiana del Consiglio regionale istriano.

Guerra fotografia neo-ustascia Tihomir Orešković

Sempre il 20 ottobre, tre uomini mascherati sono penetrati in casa di Đorđe Prstojević a Marcegli, presso Fiume, saccheggiandola, pestando a sangue la moglie (in ospedale con sei costole spezzate) e tentando di uccidere l’uomo che invece se l’è cavata con ferite varie. La vittima è il segretario politico di quel “partito di Šuvar” contro il quale si sono già scatenati i terroristi croati, Tihomir Orešković e la sua banda, sempre liberi e impuniti.

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